NO AL FASCISMO NO ALLA RISCRITTURA DELLA STORIA

Anche quest’anno chi oggi si recasse al cimitero di Bergamo per rendere omaggio ai propri cari si troverà di fronte ad un vergognoso spettacolo.

Il sedicente padre Tam, già noto ai bergamaschi per la sua benedizione di caschi e spranghe dei militanti di Forza Nuova, terrà nella giornata di oggi una messa in onore di Benito Mussolini e dei “martiri” della Repubblica di Salò al cimitero di Bergamo; in particolare verrà ricordata la figura di Gino Lorenzi , ufficiale ucciso dai partigiani vicino Treviso.

Ma più che commemorare una persona scomparsa, l’adunata di oggi non è altro che l’apologia della scelta che ha fatto il Lorenzi e che ha fatto chi come lui ha scelto volontariamente di combattare a fianco degli occupanti nazisti.

A fianco di chi combatteva per le camere a gas e caricava la gente sui vagoni piombati diretti in Germania.
A fianco di chi opprimeva, affamava e torturava il proprio popolo.
A fianco di chi trucidava civili e partigiani, impiccandoli ai lampioni con un cartello al collo recante l’infame “Bandito”.

E proprio per ricordare ai smemorati fascisti di oggi ciò che in vita i propri beniamini hanno compiuto che 6 manichini sono stati “impiccati” sul cavalcavia del casello autostradale, in ricordo dei 6 civili innocenti trucidati dal Lorenzi a Gaiarine, in provincia di Treviso.

Stavolta il cartello che questi manichini portano al collo reca però il loro nome

– Davide Casaretto, nato il 10 marzo 1916 a Genova, impiegato, anni 29

– Onelio Dardengo, nato a Gaiarinea il 2 luglio 1924, falegname, anni 20

– Antonino Minuto, nato a Reggio Calabria il 18 giugno 1905, Commissario Prefettizio di Gaiarine, anni 39

– Angelo Perin, nato a Gaiarine il 23 ottobre 1920, agricoltore, anni 24

– Placido Rosolen, nato a Gaiarine il 5 ottobre 1925, anni 19

– Rosario Tonon, nato a Gaiarine il 30 agosto 1920, anni 24

per toglierli dall’oblio, e sottrare terreno a chi tenta goffe parificazioni tra partigiani e repubblichini, come alcuni politici del PDL; alcuni di essi amano partecipare a questi raduni, come l’ assessore ai servizi sociali di Seriate, che ebbe modo di giustificari accusando il sindaco Tentorio di partecipare anch’esso a commemorazioni fasciste.

La Storia non si riscrive, respingiamo qualsiasi attacco strumentale a chi ha liberato l’Italia e i tentativi di distorsione della Storia.

Bergamo è Antifascista.

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