Nostalgia Canaglia

Ripercorriamo i fatti: il 2 febbraio il presidente Napolitano viene in visita a Bergamo per le celebrazioni del 150esimo dell’unità d’Italia.

Il giorno prima Forza Nuova Bergamo annuncia di avere ricevuto un invito ufficiale alla cerimonia da parte dell’amministrazione comunale.

Scatta la polemica, con le opposizioni che chiedono chiarimenti, mentre il prefetto e l’entourage del presidente della repubblica impongono il ritiro dell’invito.Il sindaco Tentorio annuncia di aver sentito telefonicamente (“sul cellulare”) i forzanovisti e di averli convinti a non presentarsi.

Situazione risolta, a parte l’imbarazzo iniziale?
Sembra proprio di no.

Forza Nuova annuncia di non avere ricevuto alcun tipo di comunicazione in merito al ritiro dell’invito; il giorno della cerimonia la militante di FN Chiara Mariani entra al teatro Donizetti, dove assiste al discorso di Napolitano.

Chiara Mariani da Napolitano

Chiara Mariani da Napolitano

La polemica si fa rovente e le opposizioni in consiglio comunale presentano 4 interrogazioni per chiedere chiarimenti: chi ha invitato Forza Nuova? Tentorio ha mentito e non ha ritirato l’invito o i neofascisti si sono imbucati? Ma soprattuto, quali sono i rapporti di Tentorio con Forza Nuova movimento neofascista e xenofobo (come riconosciuto dalla cassazione nella recente sentenza, anche se lo si sapeva ben prima del pronunciamento dei magistrati)?
Tentorio risponde alle interrogazioni nel solito modo elusivo, senza mai pronunciare un giudizio su fascismo o antifascismo, ma semplicemente scaricando tutte le responsabilità su Forza Nuova; questi ultimi non l’hanno presa molto bene, rispondendo con un comunicato in cui si invita Tentorio a “meditare in cuor suo sull’approssimazione con la quale è stata condotta l’intera faccenda e la capacità di Forza Nuova di tener fede alla parola data”, concetto più sinceramente e sinteticamente espresso sul profilo facebook del vice segretario provinciale di FN, Nicolò Santini, riportato nell’immagine qui sotto.

Nicolò Santini su facebook

Al di là della specifica situazione c’è da notare una ormai assodata consuetudine all’interno del PDL orobico.
Nel partito di Berlusconi è ben presente e radicata un’area che flirta con i movimenti neofascisti da sempre.
L’ultimo esempio è quello dell’assessore ai servizi sociali di Seriate, Gabriele Cortesi (ex AN, ora PDL), sorpreso a rendere omaggio ai repubblichini al cimitero di Bergamo, intento a salutare romanamente il fascistissimo “padre” Tam .

L'assessore Cortesi da padre Tam

L'assessore Cortesi (al centro con camicia pezzata) fa il saluto romano al cimitero di Bergamo

Colto sul fatto l’assessore si è scusato, definendo il saluto un gesto institivo, ma ha anche affermato che a queste cerimonie erano soliti partecipare anche il sindaco Tentorio e il senatore Tremaglia.
Sicuramente era presente il conte Grumelli Pedrocca, ex Vice Presidente del consiglio provinciale nella passata amministrazione Bettoni in quota PDL, mentre tralasciamo gli ormai arcinoti rapporti di parentela tra il vicecoordinatore bergamasco del PDL Pietro Macconi, padre di Dario “Astipalio” Macconi, segretario di Forza Nuova Bergamo, oltre ai ben noti rapporti con i movimenti neofascisti dell’ “intellettuale” d’area Ezio De Canio, presidente della commissine cultura nella giunta comunale di Bergamo.

Ma perchè personalità di spicco del partito che si definisce liberale, moderno e oltre le ideologie, vanno a braccetto con naziskin e camice nere? A chi giova?
Di certo quell’area non porta molti voti, né è una lobby in grado di condizionare le scelte politiche o economiche di un territorio come quello bergamasco.
E allora l’unica ipotesi rimasta è che esista un nutrito gruppo di notabili del PDL che flirta con i neofascisti per continuità ideologica, magari per allevare qualche rampollo da utilizzare in futuro in qualche consiglio di amministrazione di una partecipata o in qualche ufficio pubblico.

Come se, mascheratisi dietro una facciata sinceramente democratica, i post(?)fascisti del PDL sentano nostalgia del proprio passato, e lo rivivano per riflesso nelle gesta dei ballila bergamaschi (Forza Nuova, Casa Pound, una parte degli ex Azione Giovani).
Giovani camerati che possono tornare utili al momento opportuno, salvo poi scaricarli quando la situazione si fa compromettente.

In tutto questo una sola cosa è certa. Un sindaco fascista non può rappresentare Bergamo.
È venuto il momento che Tentorio esca allo scoperto.
Mancano poco meno di due mesi al 25 aprile: Tentorio avrà il coraggio di salire sul palco che celebra la liberazione antifascista?


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